Valle del Belice - La storia di Partanna (TP)

 

Stato: Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Trapani
Coordinate: Latitudine: 37° 43′ 0′′ N
Longitudine: 12° 53′ 0′′ E
Altitudine: 414 m s.l.m.
Superficie: 82 km²
Abitanti: 11.427 31-12-04
Densità: 139 ab./km²
Frazioni:
Comuni contigui: Castelvetrano, Montevago (AG), Salaparuta, Santa Ninfa
CAP: 91028
Prefisso tel: 0924
Codice ISTAT: 081015
Codice catasto: G347
Nome abitanti: partannesi
Santo patrono: San Vito
Giorno festivo: 15 giugno
 
Partanna è una cittadina del Trapanese, situata tra le Valli del Modione e del Belice (gli antichi Hypsa e Selinus) a più di 400 m. sul livello del mare; per il clima e l'aria è il luogo ideale di prolungati soggiorni estivi. Ha origini che risalgono alla preistoria. Nella Contrada Stretto, che si trova a qualche chilometro dalla Cittadina, sono stati effettuati recentemente ritrovamenti di tombe a grotticella e di tombe a camera e di numerose ceramiche risalenti all'età del bronzo come gli ormai noti vasi del tipo Partanna-Naro attualmente conservati in buona misura la Museo Archeologico Regionale di Palermo. Sono stati messi alla luce, inoltre, alcuni fossati di notevoli dimensioni probabilmente utilizzati nell'antichità per raccogliere l'acqua necessaria ad irrigare le terre.

 

Il più grande di questi, alla sommità, è largo due metri ed è profondo ben 13 metri e si incrocia con un altro fossato egualmente profondo ma meno largo.Un terzo fossato, detto della Paretina, che si trova sul fianco Est della collina, è più largo ( tre metri) degli altri, ma meno profondo ( quattro metri circa ). Partanna fu abitata in epoche successive da Sicani, Greci e Romani.

 

L'antico centro andò costituendosi in età medioevale sotto la dominazione araba ( e il nome "Partanna" sembra di origine araba: la presenza in questo sito di un casale di nome "Barthannah" è attestata, in età araba, già nel 988, quando viene citata da Al Muqaddasi tra 29 città e borghi della Sicilia ) e poi sotto la dominazione normanna. Fu feudo dei Graffeo. Questi dal 1139 ne furono i baroni con una investitura ufficiale a Giovannei II Graffeo ad opera del normanno re Ruggero II e ne divennero i principi nel 1627 quando Guglielmo Grifeo Ventimiglia acquisì tale titolo ad opera di Filippo IV di Spagna. Da quando i Graffeo (o Grifeo nella variante del nome in uso dopo il XV sec.) entrarono in possesso del Casale di Partanna, la popolazione del 1600 i settemila abitanti. Il primo gruppo di case fu edificato in contrada Fontana (a ovest del paese) e successivamente il casale andò spostandosi verso la collina, probabilmente al fine di una maggior sicurezza. In costante salita sorsero i primi edifici religiosi: la Chiesa di S. Biagio, la Chiesa di S. Andrea e la Chiesa di S.Vito (sostituita nel'700 dalla Chiesa di S. Lucia).

 

Sulla collina venne eretta una torre di guardia e successivamente più a sud-est un'altra. Verso la metà del XIV secolo vennero edificati, inglobando le antiche due torri di guardia, il Castello e la Matrice vecchia (che sostituì la Chiesa di S.Biagio) la quale si trovava dove oggi si trovano i resti della Chiesa del Purgatorio. Andò registrandosi, in seguito, una continua tendenza ad uno sviluppo urbanistico in direzione a monte del Castello. La costruzione fuori le mura della Chiesa di S. Maria delle Grazie (1569), l'erezione della grandiosa Chiesa Madre la cui costruzione avviata nel Cinquecento venne completata nel Seicento (sotto il principe Benedetto Grifeo, infatti, avverrà nel 1676 la consacrazione della Nuova Matrice), e la costruzione dei conventi degli agostani e dei carmelitani(nella seconda metà del 1600) contribuirono a determinare la direzione verso Nord dei nuovi quartieri. Il complesso degli agostani, edificato (a seguito della donazione di un ampio terreno ad opera di Mario III Grifeo nel 1646 ) più a nord del convento francescano già esistente, fece nascere la via principale del paese (l'attuale via Vittorio Emanuele) che va dal castello, col suo caratteristico portale fatto costruire appositamente dal principe Domenico Grifeo nel 1658, fino alla Chiesa della Madonna delle Grazie. Su questa direttrice sorsero poi nel seicento-Settecento Casa Mendilia (1686), la Chiesa di S. Antonio Abate (1683-84), il Monte di Pietà (1683-84), il Collegio di Maria (1737) e i palazzi settecenteschi Todaro-Molinari e Pisciotta-Calandra. Il Convento del Carmine nuovo, iniziato alcuni mesi dopo ad est della resistenza dei Francescani, contribuì a tracciare, assieme al nuovo Monastero delle Benedettine costruito più a Nord intorno al 1660, unn'altra strada (via Palermo) parallela alla via principale e pure tendente a svilupparsi verso Nors.

 

Sorsero quindi nuovi tracciati viari come via Roma, via Vespri, via La Masa. Partanna alla fine del 1700 raggiunse gli undicimila abitanti. Centro molto attivo, successivamente partecipò agli eventi storici più importanti soprattutto del periodo risorgimentale e postunitario e non mancarono suoi cittadini illustri come Vincenzo Favara che fu deputato al Parlamento Italiano o Nicolò Tortrici che fu Sottosegretario alla Marina nel Governo Giolitti del 1720. Un evento che ha pesantemente segnato, con effetti devastanti, tutta la Valle del Belice e Partanna in particolare, è stato il terremoto del 1968. Il vecchio abitato, gravemente danneggiato, è stato quasi interamente ricostruito. Come esempi di ricostruzione di monumenti vanno ricordati IL PALAZZO FAVARA, ex ospedale.

 

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